06/10/2008 09.21.46 | scritto da: s.zicari
argomenti: marketing e vendite
La filiera corta è nata anni fa nell’ambito dei prodotti biologici, perché ne rispecchiava i valori guida: riduzione dei costi ambientali della distribuzione, ottimizzazione della tracciabilità (meno passaggi ci sono e più è facile controllarla) ed una più equa retribuzione dei produttori. Inoltre, che senso avrebbe un prodotto coltivato biologicamente se poi la sua conservazione richiedesse manipolazioni chimiche a causa dei lunghi trasporti? Il conseguente contenimento dei costi di distribuzione è stato un vantaggio “naturale”, piuttosto che ricercato direttamente.
C’è voluto lo sciopero dei TIR del dicembre 2007 e la continua impennata dei prezzi del petrolio del 2008 a spingere tutto il comparto agricolo, ma anche un certo numero di imprese di produzione, a rendersi conto che la filiera corta è un importante strumento di riduzione dei costi.
Se il problema non è più (prevalentemente) etico, il contenimento dei costi di trasporto si rivela, in non pochi casi, persino determinante nella vita dell’impresa. I costi di trasporto non sono infatti soltanto del carburante, ma dal mezzo stesso utilizzato (molto costoso, come acquisto e come manutenzione), dal personale necessario, ma anche dai tempi che, con strade sempre più intasate, sono andati dilatandosi in maniera esponenziale.
In realtà, nei costi di trasporto (dando a questo termine il suo significato estensivo, non quello contabile) vanno aggiunti tutti i costi per far arrivare il prodotto fino al punto vendita: magazzini centrali, depositi locali, grossisti, trasporti su brevi distanze, ecc. Anche quando questi costi non sono sostenuti dal produttore, vanno ad aumentare il prezzo di vendita e quindi, di fatto, riducono il mercato per il produttore stesso.
Sono sempre più le aziende di produzione che si rendono conto di questa realtà e stanno cominciando a reagire. Si rivolgono a fornitori che si trovano in un’area molto vicina a loro. Nella decisione pesa di più la vicinanza che, in una certa misura, la qualità o il prezzo d’acquisto.
Della filiera corta però sembra che al momento le aziende la vedano come un percorso che dal fornitore arrivi a loro, trascurando il percorso da loro all’utente finale.
I costi di trasporto non esistono solo in Acquisto, ma anche in Vendita: sembra che ben poche aziende abbiano colto questo concetto come valido anche per loro ... il loro venditore ha lo stesso problema: vendere lontano è difficile.
Se sui generi alimentari questo discorso è sempre più impellente, gli altri settori dovrebbero pensarci prima di essere costretti a farlo con l’acqua alla gola.
Sergio Zicari Consulente Senior Area Commerciale e Marketing
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