30/09/2008 17.53.03 | scritto da: g.bonet
argomenti: Budget, Pianificazione Strategica
Ci troviamo al centro di una crisi finanziaria mondiale, ormai si accetta l’idea di una recessione planetaria ed i guru della finanza si dedicano giornalmente a proclami di futurologia. I politici invece preferiscono la dietrologia, perché é più facile dire “io ve lo avevo detto”... ognuno cerca di “tirare acqua al proprio mulino”, ognuno più che trovare soluzioni trova “colpevoli” ... gli USA, la globalizzazione e la crisi energetica, gli speculatori finanziari, la fine del capitalismo ...
In altre parole: non si capisce cosa stia succedendo, e chi dice di saperlo, o lo dice sottovoce (perché non é del tutto sicuro) oppure si limita all’analisi dei fatti, ma non sa valutare con sicurezza il peso delle forze in gioco.
Cosa pensano gli imprenditori? ... che può succedere tutto e il contrario di tutto, perciò conviene “vivere alla giornata” aspettando tempi migliori.
Fortunatamente non é così per tutti, fortunatamente molti non hanno smesso di pensare e cercano di capire, guardando avanti, perché a maggior ragione “quando il mare é in tempesta, la nave si guida guardando avanti, non guardando la scia”.
Ragioniamo :
Per noi occidentali é ragionevole pensare che più di una crisi di volumi (le contrazioni non possono durare a lungo) sia un rimescolamento del mix della domanda: continueremo a mangiare, a costruire case, a circolare con l’automobile (magari più piccola), a guardare la televisione, a usare il computer, gli elettrodomestici e purtroppo qualcuno produrrà ancora armi ...
Forse la nostra crescita rallenterà, certamente i nuovi ricchi prolifereranno fra i paesi emergenti e i “padroni del petrolio”, ma quando abbiamo firmato gli accordi sulla globalizzazione sapevamo benissimo che sarebbe successo (forse pensavamo che sarebbe successo più lentamente ...).
Allora, poiché il mondo non si fermerà, le industrie serviranno anche nel 2009 e non posso pensare che si intenda affrontare il nuovo anno senza una pianificazione strategica, senza il Budget, lasciandosi guidare dagli eventi e dagli specialisti del “governo a vista” (pericolosi perfino per gli artigiani).
Certamente il Budget 2009 é più complesso, perché dovrà prevedere soluzioni “al meglio” ed “al peggio”, aggiornamenti continui, strategie di flessibilità realistiche.
Parliamone
Giancarlo Bonet
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