31/01/2008 16.00.32 | scritto da: s.zicari
argomenti: Ordini professionali
Vi serve un parere legale, avete un contenzioso con il Fisco, dovete compilare un 730, soffrite di un disagio psicologico? Andate al supermercato.
Come stanno reagendo i singoli professionisti alla “rivoluzione” creata dal decreto Bersani sulla liberalizzazione degli stessi Ordini? Alcuni si sono attrezzati di conseguenza, vuoi per convinzione, vuoi per semplice pragmatismo, affidandosi a esperti di comunicazione e di marketing per riorganizzare il loro approccio al mercato, partecipando attivamente a dibattiti e seminari, offrendo servizi via internet e così via.
La maggior parte dei liberi professionisti, però, continua a lavorare come se niente fosse accaduto, nella speranza che i loro Rappresentanti riportino le cose entro binari ben controllati o procedendo, come sempre, in una sorta di fatalismo.
E il mondo fuori, come reagisce? La catena di ipermercati Coop Lombardia ha messo in piedi, in quattro e quattr’otto, un servizio di consulenza legale ed uno di consulenza fiscale. Vi ricordate la liberalizzazione della vendita dei farmaci cosiddetti da banco? Il giorno dopo le Coop avevano già il loro reparto farmaceutico tra quello frutta e verdura e quello cosmetici e detersivi. Bene, hanno fatto lo stesso con i servizi che fino ad oggi erano riserva di caccia per commercialisti e avvocati.
Ecco così che i soci Coop possono, pagando 5 (cinque) euro, incontrare nel punto di vendita, previo appuntamento, un avvocato per un colloquio su problematiche di tipo civilistico: responsabilità civile e risarcimento danni, diritto di famiglia (separazioni, divorzi, filiazione…), diritto delle locazioni, condominio, contratti, recupero crediti ed altro.
I soci, invece, che avessero bisogno di compilare un modello 730 oppure Unico, ICI, Red ed Isee o fare una dichiarazione per successione o un Contenzioso Tributario, possono accedere a tariffe agevolate al servizio di Assistenza fiscale.
Che le altre ventiquattro categorie professionali “protette” da un Ordine non pensino di poter dormire sonni tranquilli. La Coop ha messo in piedi anche un servizio di Consulenza Psicologica (tanto per restar in tema con il suo core business di … prodotti alimentari, igiene e cura della persona e della casa, casalinghi e simili). Questo servizio prevede colloqui di orientamento con uno psicologo, che riceve nel punto di vendita in un ufficio riservato, per parlare su problematiche legate a difficoltà di tipo relazionale, di conflittualità intrafamiliare, di comportamento alimentare e così via. Basta avere tredici anni (sì, perché la Coop pensa alle generazioni future di clienti) per poter richiedere questo servizio.
Chi sa, tra breve, quali altri servizi professionali la Coop aggiungerà? Possiamo anche immaginare che le altre catene non staranno a guardare. Non dimentichiamoci che quanto sta facendo la Coop è una novità solo per il nostro Paese. Basti pensare al gigante inglese Tesco che già da tempo ha un “banco” dedicato ad offrire servizi legali (es. come redigere un testamento), ma anche finanziari ed assicurativi.
Qualcuno dirà: “Tutto questo è per i privati; mentre sono le aziende quelle che a noi interessano di più”. Allora date un’occhiata a Manager.it, un portale al quale sono iscritti oltre trentamila dirigenti di aziende prevalentemente medie e piccole, che ha creato il servizio on line “Pareri Legali”. Pagando 80 euro se si è utenti registrati, 100 tutti gli altri visitatori, è possibile sottoporre quesiti legali in diritto del lavoro e problematiche connesse al rapporto di lavoro autonomo, subordinato e di agenzia, concorrenza, antitrust, pubblicità, contratti e diritto commerciale, responsabilità civile ed assicurazioni, fallimento e procedure concorsuali. Descrivendo all’interno dell’apposito form il quesito da sottoporre a parere legale, verrà data risposta entro 96 ore al massimo. Gli esempi potrebbero continuare.
La storia ci racconta l’ottusa miopia dei teologi bizantini che continuavano imperturbabili le loro sterili, secolari disquisizioni sul sesso degli angeli, mentre i Turchi di Maometto II si preparavano ad espugnare Costantinopoli (1453) e porre fine all’impero Romano d’Oriente. Da allora “discutere del sesso degli angeli” è diventato un popolare modo di dire per descrivere coloro che discutono di cose oziose, inutili, perdendo tempo che sarebbe meglio impiegato altrimenti.
I singoli professionisti, e gli Ordini Professionali con loro, stanno oggi ripetendo lo stesso drammatico errore?
Sergio Zicari Consulente Senior Area Commerciale e Marketing
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