12/12/2007 15.09.05 | scritto da: s.zicari

LISTINO PREZZI

Far quadrare i conti è l’obiettivo che accomuna aziende industriali e commerciali, associazioni, enti, partiti e famiglie ... perfino le organizzazioni benefiche.

Non vi sarà allora difficile immedesimarvi nei panni del direttore di una sala per concerti: la  domanda che si sente fare dalla proprietà è “come vanno i conti?”.

Si ripresentano i soliti problemi: ogni anno aumentano le spese generali, quelle di gestione, quelle pubblicitarie e quelle del personale.

Far venire nuove orchestre, gruppi musicali o singoli interpreti è sempre più costoso; la frequenza del pubblico, poi, quando va bene aumenta di qualche punto percentuale e inoltre ogni giorno si deve lottare con una concorrenza sempre più agguerrita.

Quale soluzione adottare? Purtroppo sembra non esservi altra strada che quella di aumentare i biglietti d’ingresso. Del resto “se salgono le spese, cosa c’è di più logico che alzare i prezzi di vendita?

È così che ogni anno si ripete lo stesso rito, non solo nei teatri ma in ogni azienda

Ma ritoccare il listino (eufemismo che sta per “aumentare”) è davvero l’unica opzione? ... Il fatto è che il nostro direttore, come moltissimi altri manager, è così impegnato ogni giorno a risolvere mille questioni, a incontrare molte persone, a discutere tanti argomenti ... che non affronta mai il problema della quadratura dei conti se non quando il calendario gli ricorda che è tempo di bilanci e di programmi.

A quel punto, sotto la pressione dell’urgenza, cosa gli resta da fare? Che la stesura del listino prezzi segua questa onda del continuo rinvio è provata dal fatto che molte aziende lo preparano solo nel mese di gennaio, anziché in quello di novembre o dicembre dell’anno prima.

Si vuole cambiare musica (migliorare le performance aziendali) mantenendo non solo gli stessi suonatori, ma anche gli stessi strumenti e persino gli stessi spartiti:  abbiamo rinviato troppo a lungo il problema e pensiamo in termini economici anziché in termini commerciali e di marketing.

Non abbiamo cambiato nulla tra i suonatori, non abbiamo acquistato nessun nuovo strumento, non abbiamo acquistato nuovi spartiti (costano troppo e ci vuole troppo tempo perché i suonatori imparino un nuovo pezzo).

Tra i buoni propositi del nuovo anno potremmo inserirci quello di non ripetere più lo stesso errore, magari cominciando con il chiamare un nuovo direttore d’orchestra (un responsabile commerciale e marketing) come temporary manager... perché la musica cambi davvero.

Magari scopriremo che alzare i prezzi davvero non è l’unica via perché i conti tornino

Qual è la vostra esperienza?

Parliamone

Sergio Zicari Consulente Senior Area Commerciale e Marketing

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